Anatomia di un ukulele
Rubrica di liuteria #1
Ok...eccoci di nuovo da voi con succulenti novità editoriali.
Con questo post infatti inauguriamo una nuova rubrica dedicata ad alcuni aspetti "tecnici" relativi al nostro strumento preferito.
Liuteria.
E' l'arte nobilissima di chi si dedica alla fabbricazione di strumenti a corde.
L'obiettivo di questa rubrica è di far conoscere alcuni aspetti di questa "misteriosa" arte agli utenti del sito.
Sia un suonatore in erba sia il musicista esperto potranno approfittare di queste pagine per guardare il loro strumento con un occhio nuovo e diverso, più consapevole di come nasca un ukulele dalle mani di un liutaio e ,allo stesso tempo, di come si possa intervenire sullo strumento andando a "smanettare" su alcuni suoi componenti.
Certe semplici modifiche, o più prudentemente "verifiche", sono alla portata di chiunque abbia un minimo di manualità e di pazienza e possono davvero fare la differenza tra uno strumento che bene o male suona e uno che risponde pienamente alle proprie esigenze.
Siamo sicuri che accoglierete con entusiasmo questa nuova avventura.
Per addentrarci nel mondo della liuteria ci siamo avvalsi della consulenza di un "esperto", il già più volte nominato SlidinBob.
Forse per eccessiva modestia il nostro "esperto" preferisce definirsi "costruttore di strumenti a corde" piuttosto che liutaio, ma devo confessare che, da profano, la prima dicitura mi sembra più che altro una perifrasi della seconda ;-)
In ogni caso SlidinBob ha fabbricato diversi cordofoni praticamente dal nulla, e questo lo rende ai miei occhi un vero "stregone" della liuteria ;-)
Grazie ai suoi insegnamenti da "maestro Jedi" possiamo oggi presentarvi uno schema dettagliato della struttura di un ukulele. Ci permettiamo addirittura il lusso di proporlo in versione bilingue, in modo che se vi capiterà mai di consultare una risorsa sul web in inglese non vi troverete troppo spiazzati.
Qiundi, imbracciate il vostro ukulele e cominciamo subito, dall'alto:
1) La paletta (headstock, peghead): E' quella che sta in fondo al manico e che ospita le meccaniche. Può essere piena (solid) ma può anche presentarsi con due "vuoti" al centro, come quelle della chitarra classica (slotted).
2) Le meccaniche (tuners): sono quelle che servono a regolare la tensione delle corde. Tradizionalmente l'ukulele monta dei bischeri (friction pegs) incastrati in appositi fori predisposti nel legno della paletta. Hanno l'estremità conica e funzionano a frizione nel senso che si tengono grazie all'attrito . Secondo i puristi della uke-attitude è l'unico sistema valido per un ukulele e pretendono di avere friction pegs anche su strumenti di grande valore. Ma è anche vero che già da tempo le meccaniche classiche, tipo quelle della chitarra per intenderci, stanno prendendo molto piede, forse perchè rendono l'operazione di accordatura decisamente più semplice.
3) Il capotasto (nut): è quel pezzetto sagomato di osso (bone), o anche plastica nei prodotti di fascia più bassa, sul quale poggiano le corde all'altezza in cui la paletta si incontra con il manico. Si usa l'osso perchè più il materiale è consistente e denso più la vibrazione della corda viene trasmessa inalterata al corpo dello strumento.
4) Il manico (neck): è il pezzo di legno che collega paletta e corpo, e lungo il quale corrono le corde. La parte finale del manico che si salda con il corpo si chiama "tacco" (heel). E' essenziale che il manico sia ragionevolmente dritto. Il discorso darebbe più complesso ma in linea di massima si può affermare che se vogliono vendervi uno strumento con il manico visibilmente storto...vi conviene scappare di corsa ;-)
5) La tastiera (fretboard o fingerboard): è la parte piana del manico, divisa in tasti. Non chiedetmi come mai, ma sembra che il legno di palissandro (rosewood) vada per la maggiore. Su un lato della tastiera, posizionati in modo da essere sotto gli occhi di chi suona ci sono i "pallini segna posizione" (dots). Servono a suggerire a colpo d'occhio al musicista dei punti di riferimento lungo tutta la tastiera (terzo tasto, quinto, etc. etc.)
6) I tasti: sono quei pezzettini di metallo che si succedono ad intervalli di lunghezza decrescente lungo tutta la tastiera. La distanza tra un tasto e l'atro è accuratamente studiata per far sì che la corda sia in grado di suonare una scala cromatica (ossia di mezzi toni) perfettamente intonata lungo tutta la lunghezza della tastiera. Bisogna notare che in altri contesti più "musicali" e meno "liuteristici" il termine "tasto" può riferirsi anche allo spazio di tastiera delimitata dai due omonimi pezzettini di metallo. Il taglio nel legno della tastiera che ospita i tasti si chiama "sede del tasto" (slot). . Se l'altezza dei tasti non è perfettamente regolare è probabile che la corda "frigga", ossia che sfiori i tasti stessi quando viene sollecitata e messa in vibrazione, generando un suono sporco e sgradevolissimo. Questo è uno degli incovenienti più comuni tra gli strumenti di fascia bassa o media.
7) Il corpo dello strumento (body): è la parte più grande dell'ukulele. Funge da cassa armonica e ha il compito di amplificare il volume del suono generato dalla vibrazione delle corde. Anche qui vale il discorso della densità del materiale, per cui i legni più utilizzati sono i più solidi, spesso i più cari, i soli che garantiscono un maggiore volume sonoro allo strumento.
Il corpo a sua volta è l'insieme di:
a) Tavola armonica (top): è la parte suoperiore, quella con il buco ;-)
b) Fondo(back): in alcuni ukulele è di plastica ed è bombata.
c) Fasce (sides): ho sentito che piegare le fasce per fargli fare quelle bellissime curve sia una delle fasi più laboriose della costruzione di un cordofono.
d) Rosetta (soundhole): E' il foro circolare posizionato al centro della tavola aromonica. Serve a far sì che il suono delle corde, dopo essere stato catturato e amplificato dalla cassa armonica, venga proiettato verso l'ascoltatore.
f) Catena (brace): questa credo sia roba molto tecnica. Diciamo che se non avete mai ficcato il naso dentro una rosetta, o se non vi si è mai spaccata una cassa armonica tra le mani, non vi sarà capitato neanche di vedere da vicino la catena ;-)
g) Catenatura interna (bracing): vedi sopra.
h) Controfasce (linings o kerfing lines): chiaro no? ;-)
8) Il ponte (bridge): componete fondamentale. E' quel pezzetto di legno vicino alla rosetta sul quale poggiano le corde all'altra estremità rispetto al capotasto. Ha il compito di trasmettere la vibrazione delle corde al corpo dello strumento. Il punto di contatto tra le corde e il ponte in effetti è l'osso del ponte (saddle). Per questo vale lo stesso discorso del capotasto, e insieme a quest'ultimo rappresenta forse uno dei campi d'azione più accessibili per chi voglia modificare alcune prestazioni del suo strumento. Quindi, presto, sentirete ancora parlare di capotasto e osso del ponte su queste stesse pagine.
Bene...grosso modo è tutto ;-)
Possono esserci altri accessori più o meno indispensabili come i piroli (bridge pins), il parapenna o battiplettro (pick guard), un profilo ornamentale (binding), un bottone per la tracolla (endpin) sul tacco dello strumento, un microfono interno (pick-up, trasducer o altro a seconda della tecnologia) e altri ancora...ma credo che per il primo numero di questa nuova rubrica possa bastare.
Il prossimo numero potrebbe essere dedicato ad approfondire la conoscenza e a scoprire le caratteristiche di alcuni dei componenti sopra menzionati...se avete richieste o suggerimenti non esitate a scriverci.
Alla fine del corso...saremo tutti in grado di costruirci un ukulele partendo dal ciocco di legno...non è magnifico?!?!?!?! :-D
Appartre gli scherzi...ringraziamo ancora il nostro "esperto" SlidinBob per la preziosissima consulenza, lo invitiamo già da ora per la prossima puntata, e avvertiamo che se qualcuno dovesse riscontrare qualche inesattezza...può star sicuro che è tutta farina del mio sacco! ;-)
A presto!
P.S.: prossimamente su questo stesso canale: una rubrica di carattere didattico che vi trasformerà in eccellenti ukulelisti; una intervista all'inventore e produttore delle corde per ukuelele più vendute al mondo (come forse già sapete è Italiano e produce in Italia); succose novità sul primo ukulele festival tutto Italiano, recensioni e molto altro ancora...
18:37 | Etichette: Liuteria | 2 Comments
Ci siamo spostati
Il problema era che Altervista non permette a chiamate PHP esterne e quindi i post degli Ukulelisti su Blogger non poteva essere visto sul sito principale.
Il nuovo indirizzo è: http://ukulele.890m.com
Adesso abbiamo tre situazioni:
1. Il vecchio sito su Altervista che rimane congelato senza News(Blog)
2. Questo nuovo sito che permette la collaborazione esterna scrivendo anche da Blogger.
3. Tutti i vecchi post del sito sono sincronizzati su Blogger!
Per leggere i vecchi post fate click su "Blog" nelle sezioni a destra delle news (Subito sotto il logo della Aquila Corde)
Quindi, dopo titubanze e imprecazioni ho pensato che fosse meglio fare così per dare la possibilità, a chi lo desidera, di diventare redattore e scrivere cose sensate (esempio lampante Adriano-B) sul nostro amato strumento.
Se volete scrivere sensazioni, interviste e quello che vi pare sull'Ukulele fatevi avanti. Con una mail vi attivo e potete iniziare a scrivere.
Abbracci
Andrea "B-Ja"
P.S. Tolgo facce da ukulele e in seguito inserisco il board. Scusate se non l'ho fatto prima ma stavo (e sono) incasinato.
18:26 | Etichette: Blog | 14 Comments
Il vecchio B-Ja è tornato
Il vecchio e rugginoso B-Ja è tornato a casa.
00:53 | | 4 Comments
Max De Bernardi
Oggi abbiamo l'onore di intervistare il musicista che, a nostro modesto parere e per quanto ne sappiamo fino ad ora, si è insindacabilmente guadagnato il titolo di "master of uke" della penisola.
Si chiama Max De Bernardi ed è di Milano, ma la sua musica sembra provenire direttamente da un'ansa del Mississipi piuttosto che dai Navigli, e la sua voce è una delle più "nere" che vi possa capitare di ascoltare.
Dopo aver impararto a padroneggiare chitarre e vari altri cordofoni, già da parecchi anni si dedica anche al nostro strumento preferito.
E se non credete che sia il più forte, guardate questo video:
Bring it when you come
AB: Qando hai cominciato a suonare l’ukulele? Come è capitato?
Max: Ho cominciato a suonarlo nel 2002 dopo aver visto Joe Brown nel concerto in memoria di George Harrison (noto collezionista, suonatore e appassionato di ukes) suonare “I’ll see you in my dreams” sul finale con il suo Martin vintage soprano…il giorno dopo ho chiesto al mio fornitore di strumenti di fiducia se aveva uno uke in casa e mi disse che poteva procurarmi un Martin soprano in pochi giorni ad un buon prezzo…così presi il Martin soprano che posseggo (usatissimo) ancora adesso…e lì cominciò la malattia!
AB: Che cosa ti attrae di questo strumento? Quali sono i suoi pregi secondo te?
Max: La simpatia della forma e delle dimensioni. La trasportabilità e la possibilità di “ukulelizzare” qualsiasi canzone…non saprei neanche io, mi piace e basta!
AB: Che tipo di apprendistato hai avuto (o continui ad avere)? Autodidatta? Un maestro? Ti sei avvalso dell’ausilio di libri, DVD, o risorse sul web? Hai qualche dritta al riguardo da dare agli ukulelisti Italiani?
Max: Suonando già la chitarra acustica, il mandolino, il banjo etc. etc., una volta capito come si accordava, nel giro di un giorno avevo già il repertorio per ukulele…niente libri, DVD o roba del genere…non li sopporto…mi annoiano…preferisco fare da solo….ed è il consiglio che mi sento di dare agli ukulelisti italiani: prendete lo uke e suonatelo come vi pare!
AB: Quali tipi e quanti ukulele possiedi al momento e come te li sei procurati?
Max: Come dicevo ho il mio numero uno che è un Martin soprano, poi un baritono, un concerto e un banjolele e un altro soprano più economico, tutti comprati in Italia…ma non escludo prossimi nuovi acquisti a breve…
AB: Che accordatura usi, GCEA con Sol rientrante o altre?
Max: GCEA sui formati piccoli e standard, DGBE sul baritono.
AB: Che corde usi?
Max: Per i piccoli uso le D’Addario…per il baritono uso le corde per chitarra classica sfuse con in genere il RE e il SOL bronze…
AB: In che rapporti stai con il Sol rientrante? Antipatia, simpatia, guerra aperta, è la peculiarità dell’uku che preferisci, venendo dalla chitarra non riesci proprio a relazionartici, è diventato il tuo miglior amico?
Max: Ho semplicemente preso atto che era così…mi è indifferente la cosa.
AB: Suoni l’ukulele tutti i giorni? Quanto a lungo?
Max: No…ogni tanto…non suono molto in casa….suonando per lavoro suono già tanto fuori quindi…
AB: Ti sembra uno strumento addatto al tuo genere, il blues? Per quale ragione?
Max: A parte che io non suono strettamente blues ma anche altri generi affiliati penso che lo uke sia adattabile a qualsiasi genere musicale…basta volerlo!
AB: Lo usi per accompagnare il canto o anche in assolo?
Max: Lo uso per tutto…anche per cucinare!
AB: Qual’è la reazione del pubblico o dei colleghi musicisti quando ti vedono imbracciare il tuo inusuale (almeno in Italia) strumento?
Max: La reazione del pubblico, quando è sufficientemente attento e intelligente per accorgesene, quindi quasi mai, è sempre di sorpresa e simpatia, anche se la maggior parte delle volte lo scambiano per un mandolino o altre cose del genere…è difficile trovare qualcuno che viene da te e ti dice:-Ah…BELLO!...UN’UKULELE!-
Gli altri musicisti che non suonano con me hanno la frase standard:-Figata l’ukulele eh??!!!!...suona eh??!!!!...bello…vai!!!- …quelli che suonano con me invece sanno che quando lo sfodero è il momento delle pirlate, ma devono stare zitti e subire anche un set con lo uke se no non li pago!
AB: Il fatto di essere tra i pionieri dell’uku in Italia ti rende orgoglioso e geloso di questo primato oppure sei per il proselitismo?
Max: Non credo di essere pioniere di niente…Rino Gaetano lo suonò a Sanremo nel 78…lui può essere considerato pioniere…per quanto mi riguarda vorrei trovare tanti suonatori di uke e formare una band gigantesca itinerante di soli ukes per sensibilizzare i politici, la chiesa e l’intero popolo italiano a darsi all’ukulele…il nostro paese migliorerebbe di molto…quindi proselitismo assoluto!
AB: Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci riguardo il tuo ukulele?
Max: Sì…una volta ero vicino a Zurigo per una gig e ho dimenticato il mio Martin sul tetto della macchina…chiaramente siamo partiti e mi sono accorto che lo uke non c’era solo quando sono arrivato sul luogo dove suonavo che era in montagna e a qualche km di distanza…sono ritornato dove l’avevo perso e chiaramente non c’era più….
Un’amica che abita li fece un inserzione su un giornalino locale per vedere se qualcuno lo aveva ritrovato…dopo un mese una vedova di un musicista lo riportò alla mia amica dicendole che lo aveva conservato pensandolo un segno del marito defunto!
Per questo il Martin è diventato il numero uno…è così….una volta che si affeziona lo uke non ti molla più!
AB: Conosci personalmente altri Ukulelisti in Italia?
Max: Sì…Veronica, la mia compagna J
AB: Secondo te esiste un profilo psicologico preciso dell’ukulelista? Voglio dire: ti sembra che l’ukulele attragga caratteri e personalità di un certo tipo oppure no?
Max: Sì…in genere ironia e una piccola dose di follia sono indispensabili!
AB: Che cosa il tuo carattere ha in comune con il tuo strumento? ;-)
Max: Niente…lo uke è sicuramente più bello e più simpatico da vedersi di me…
AB: Saresti disponibile a suonare nel contesto del primo ukulele festival Italiano ancora da organizzare?
Max: Assolutamente sì!
Non è terribilmente blues (e generi affiliati)?!?! :-D
18:32 | Etichette: Interviste | 30 Comments
Lo zio Dennis!
Quello che vi presentiamo oggi è un'altro portatore sano di ukulelite.
Ha contratto il contagio da un personaggio che abbiamo avuto già l'onore di conoscere, e a questo proposito vorrei aprire un piccolo inciso.
In effetti non c'è da sorprendersi se i pochi ukulelisti sparsi per la nostra penisola siano raccolti in sparuti gruppi di amici. La virulenza del contagio è così forte che ovunque compaia un ukulele è molto probabile che si crei un focalaio...e la pandemia risulta l'inevitabile passaggio successivo.
Quindi, se siete ukulelisti (in erba o aspiranti tali), e magari vi sentite terribilmente soli...siate fiduciosi perchè entro breve incontrerete molti vostri simili...l'ukulizzazione dell'Italia è molto vicina ;-)
Passiamo quindi alle presentazioni ufficiali.
L'ospite di oggi si fa chiamare Zio Dennis, suona l'ukulele, usa Linux e se ancora non bastasse è un ciclomeccanico di consumata esperienza. Queste rare peculiarità fanno di lui il mio nuovo eroe ;-)
AB: Quando hai cominciato a suonare l'ukulele e come è capitato?
Zio Dennis: L'ho preso in mano da un'annetto perchè Reason e AbletonLive (ma anche svariate macchine e strumentazioni per linux) non sopperivano (surrogavano?) più al mio bisogno di fare musica, in quanto il mio trasferimento professionale a Pavia mi ha tagliato dai gruppi e schiticchi musicali cui sono da sempre abituato (suono il basso e la chitarra e la batteria oltre che l'elettronica).
Incuriosito dallo scampa mi sono procurato uno di questi cosi e mi sono messo a fare canzoni swing e hawaiiane o di johnny cash, quando ho tempo trascrivo per ukulele brani famosi o che mi piacciono di cui non esistono ancora tablature (alcuni sono sul blog Panciollo, anche se lo mantengo poco).
AB: Cosa ti attrae in particolare di questo strumento?
Zio Dennis: Ottimo per la bici, il treno, la nave e tutti gli altri mezzi di trasporto belli che ci sono, controindicato per l'auto e quelli brutti :)
Bellissimo per unirsi a suonatori da parco e per strabiliare grandi e piccini, spicca nei dopocena oziosi durante i quali non "ingombra" come una chitarra, sa starsene in un angolo o appeso in giro senza dare fastidio o richiedere attenzioni che non siano quella di essere accordato spesso.
Canzoni preferite per ukulele: "la mia graziella" (canzone che scampaforche mi ha espressamente dedicato, e scusa se è poco) estate di bruno martino e suzie blue di ben harper.
AB: Sappiamo che da qualche parte hai sentito un motto assolutamente imperdibile a proposito dell'uku, ce lo declameresti?
Zio Dennis: "La differenza tra l'ukulele e il primo amore? Il primo amore non si scorda mai!"
AB: Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci riguardo il tuo ukulele?
Zio Dennis: una volta da sbronzo ho detto alla mia ragazza:"Sei meglio di una bicicletta e di un ukulele messi assieme!" ... e lei capì di essere in cima alla mia lista..
AB: Che tipo di apprendistato hai avuto? Autodidatta? Un maestro? Ti sei avvalso dell’ausilio di libri, DVD, o risorse sul web? Hai qualche dritta al riguardo da dare agli ukulelisti Italiani?
Zio Dennis: Suono da autodidatta e, così come ho fatto con gli altri strumenti che suono, per allargare le mie conoscenze mi avvalgo di amici e di bicchieri di bianco sporco, oltre cha di un cappelo panama per tenere il cervello al fresco.
Il mio consiglio è quello di procurarsi una tavola di accordi e di usarla per "convertire" i canzonieri con le canzoni che si amano, il resto viene da se..
AB: Quali tipi e quanti ukulele possiedi al momento e come te li sei procurati?
Zio Dennis: l'unico in catalgo in un negozio di pianoforti a pavia.. ho un solo ukulele di fabbricazione rumena "Hora", la skoda degli ukuleli, ma il suono un po' cartonato si sente solo se confrontato "personalmente" con altri ukez..
Sto per comprarmi un ukulele Mahalo (rigorosamente verde), ma per ora non è nella top ten dei miei acquisti, anzi di acquisti non ne ho proprio in lista poichè sono povero.
AB: Che accordatura usi, GCEA o altre?
Zio Dennis: quella
AB: Che corde usi?
Zio Dennis: quelle che ci ho trovato sopra
AB: Suoni l’ukulele tutti i giorni? Quanto a lungo?
Zio Dennis: recentemente tutto il tempo libero-musica lo passo a ukare.. un'ora al di ogni tanto e molto di piu nel w.end
AB: Ti sembra uno strumento addatto al tuo genere preferito...per quale ragione?
Zio Dennis: suono la musica del diavolo e solo il diavolo poteva progettare uno strumento ed un suono cosi..
AB: Qual’è la reazione del pubblico o dei colleghi musicisti quando ti vedono imbracciare il tuo inusuale (almeno in Italia) strumento?
Zio Dennis: in genere un silenzio fatto di risolini e allusioni.. ma solo prima di sentire i miei swingheggiamenti!
Ma se qualcuno gia lo conosce allora spiega tutto da sè ai suoi amici e io devo solo sorridere.. un po come quando mostro per strada ad un mio amico una bici a scatto fisso, dico al mio socio "ecco una di quelle bici di cui ti parlavo" e vedo il proprietario della suddetta ridersela sotto i baffi compiaciuto..
AB: Il tuo ukulele è mai stato oggetto di qualche forma di pregiudiziale disprezzo, o viceversa, di ammirazione da parte di qualcuno?
Zio Dennis: no.. al massimo si puo dire che alla vista di un ukulele parlano tutti di marilyn oppure parlano di mandolini e niente piu
AB: Conosci personalmente altri Ukulelisti in Italia?
Zio Dennis: il prodigioso scampaforche! lui è stato il mio evangelizzatore, poi ci sarebbe un italiano che però abita in isvezia (che nel suo piccolo e senza pubblicizzarsi coltiva l'ukulele innaffiandolo con canzoni di brassens, ferrè e altri) ma non credo che si possa iscrivere in questa lista.
AB: Secondo te esiste un profilo psicologico preciso dell’ukulelista? Voglio dire: Ti sembra che l’ukulele attragga caratteri e personalità di un certo tipo oppure no?
Zio Dennis: credo che siano i gusti personali piu che la "pissicologia" a farla da padrone in questi casi, una certa dose di humor e autoironia certamente, poi il resto viene ascoltando musica in giro per il mondo...
AB: Che cosa il tuo carattere ha in comune con il tuo strumento preferito? ;-)
Zio Dennis: rende ridicole anche le canzoni serie, direi..
AB: Saresti pronto a partecipare al primo ukulele festival Italiano ancora da organizzare?
Zio Dennis: ma cerrrrto! è come se fossi gia là!
...è il mio eroe! ;-)
16:00 | Etichette: Interviste | 18 Comments
Veronica Sbergia
Come ormai sapete siamo in piena stagione di "caccia all'ukulelista".
Oggi abbiamo il piacere di avere come ospite Veronica Sbergia, elegante e versatile voce Milanese dedita principalmente al blues "vecchia maniera".
Tra i suoi idoli compaiono Bessie Smith e Sister Rosetta Tharpe, e con le sue appassionate interpretazioni rende puntualmente giustizia a tale glorioso retroterra musicale.
Da questa bella foto potete anche indovinare che ha un rapporto intimo e speciale con l'ukulele. L'abbiamo quindi sottoposta al nostro consueto interrogatorio, e la Veronica si è gentilmente prestata con disponibilità e grande simpatia ;-)
AB: Quando hai cominciato a suonare l'ukulele? Come è capitato?
Veronica: Ho iniziato più o meno un anno fa, quando il mio compagno mi regalò un ukulele soprano e mi insegnò a strimpellare qualche accordo.
AB: Che cosa ti attrae di questo strumento? Quali sono i suo pregi secondo te?
Veronica: L’ukulele ispira simpatia solo a vederlo, per la sua forma armonica e graziosa, il suo essere piccolo ma potente, la sua versatilità che ti permette di suonare qualsiasi genere musicale tu voglia, la compattezza e la brillantezza del suono, la semplicità d’utilizzo…insomma e’ davvero uno strumento player-friendly!
Inoltre lo trovo incredibilmente femminile: chi non ricorda l’immagine della sensualissima Marylin mentre canta accompagnandosi con lo uke nel film "A qualcuno piace caldo”? Be', forse ho un segreto sogno nel cassetto (ma questa è un’altra storia). Ma, ahimé, è uno strumento ancora molto sottovalutato, in Italia per lo meno.
AB: Che tipo di apprendistato hai avuto (o continui ad avere)? Autodidatta? Un maestro? Ti sei avvalsa dell’ausilio di libri, DVD, o risorse sul web? Hai qualche dritta al riguardo da dare agli ukulelisti Italiani?
Veronica: Come dicevo il mio maestro iniziatore è stato ed è tuttora Max De Bernardi, grandissimo ukulele virtuoso. Nessun metodo è meglio di un bravo insegnante, tuttavia ci sono dei siti interessanti dove è possibile scaricare gratuitamente le tablature per ukulele di pezzi più o meno famosi, in primis consiglierei AlligatorBoogaloocon i relativi links.
AB: Quali tipi e quanti ukulele possiedi al momento e come te li sei procurati?
Veronica: Attualmente la mia collezione di ukulele ammonta a 3 soprani, 2 concerto, 1 baritono e 1 banjolele, oltre a un altro soprano in arrivo, costruito dal liutaio Slidin'Bob su mie indicazioni. Tutti, meno uno, sono stati acquistati in Italia.
AB: Che accordatura usi, GCEA con Sol rientrante o altre?
Veronica: GCEA
AB: Che corde usi?
Veronica: D’Addario. Nel mio negozio di fiducia si trovano sempre, il set 024/032/034/028.
AB: In che rapporti stai con il Sol rientrante?
Veronica: UGH?? Io solo ukulele, no chitarra…J
AB: Suoni l’ukulele tutti i giorni?
Veronica: Ni…pero’ le jam con Max sono solitamente infinite…J
AB: Ti sembra uno strumento addatto al tuo genere, il blues? Per quale ragione?
Veronica: Puoi “ukulelizzare” qualsiasi genere, senza limitazioni…l’ironia che conferisce a qualsiasi pezzo io stia suonando è indispensabile in quello che faccio…inoltre proponendo nel mio repertorio molte songs tradizionali degli anni '20/'30 contribuisce a dare quel tocco vintage che nessun altro strumento possiede…
AB: Qual’è la reazione del pubblico o dei colleghi musicisti quando ti vedono imbracciare il tuo inusuale (almeno in Italia) strumento?
Veronica: Curiosità in primis e interesse poi…molti pensano che l’ukulele sia una specie di giocattolo per bambini…ma e’ roba assolutamente da grandi! J
AB: Il fatto di essere tra i pionieri dell’uku in Italia ti rende orgogliosa e gelosa di questo primato oppure sei per il proselitismo?
Veronica: Non credo di essere una pioniera dell’ukulele in Italia, tuttavia sono assolutamente orgogliosa di essere una ukulelista in progress e spero di contagiare più persone possibili con questa passione. Beh, certo che se qualcuno dovesse dire :-Ho visto la Veronica suonare l’ukulele e l’ho comprato anche io...- sarebbe una bella soddisfazione! J
AB: Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci riguardo il tuo ukulele?
Veronica: Il primo ukulele che ho suonato, un Martin soprano per l’esattezza, è stato smarrito in Svizzera e di seguito ritrovato grazie ad annuncio sul giornale locale!!! La persona che lo ritrovò era un’anziana signora, vedova di un musicista che suonava sulle navi…l’aveva conservato come fosse un segno del destino inviatole dal marito defunto…
AB: Conosci personalmente altri Ukulelisti in Italia?
Veronica: Max de Bernardi e Slidin'Bob anche se quest'ultimo è più costruttore che suonatore.
AB: Secondo te esiste un profilo psicologico preciso dell’ukulelista?
Veronica: Assolutamente sì!!! L’ukulelista e’ intelligente, sensibile, ironico, istrionico, molteplice…e anche un po’ pirla! J
AB: Che cosa il tuo carattere ha in comune con il tuo strumento?
Veronica: A costo di sembrare ripetitiva dico l’ironia…la voglia di non prendersi mai troppo sul serio…e perchè no, anche la gentilezza!
AB: Saresti disponibile a suonare nel contesto del primo ukulele festival Italiano ancora da organizzare?
Veronica: Beh!? A quando la prima data!?? ;-)
...non è adorabile? ;-)
18:27 | Etichette: Interviste | 2 Comments
Il dizionario dell'ukulelista.
Le parole sono importanti.
Quelle che seguono, tra il serio e il faceto, sono alcune voci da aggiungere al dizionario del buon ukulelista.
I termini sotto riportati, neologismi compresi, verranno largamente usati su queste pagine...quanto meno da me ;-)
Lemma: ukulele
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-lè-le]
Etimologia: Dalla voce hawaiana ukulele, propr. 'pulce saltellante', con allusione ai movimenti fitti e veloci della mano sulle corde.
Definizione: s. m. o f. invar. piccola chitarra a quattro corde, di origine portoghese o hawaiana.
Lemma: ukulelista
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-le-lìs-ta]
Definizione: s. m. o f. [pl. m. -sti] musicista che suona l'ukulele.
E fino a qui ci siamo ;-)
Lemma: ukulelizzare
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-lè-liz-zà-re]
Definizione: v. tr. 1)rendere adatto all'ukulele: Si può ukulelizzare qualsiasi brano musicale 2) rendere simile all'ukulele 3) diffondere la popolarità dell'ukulele: ukulelizziamo il mondo!
Lemma: ukulelismo
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-le-lìs-mo]
Definizione: s. m. (mus.) 1) la produzione per ukulele di un autore, di un'epoca; il modo di comporre musica per ukulele, lo stile ukulelistico: l'ukulelismo moderno... 2) l'insieme degli ukulelisti.
Lemma: ukulelesimo
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-le-lé-si-mo]
Definizione: s. m. concezione della vita incentrata sull'ukulele.
Lemma: ukuleliano
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-le-lià-no]
Definizione: avv. seguace dell'ukulelesimo.
Lemma: ukulelite
Sillabazione/Fonetica: [u-ku-le-lì-te]
Definizione: s. f. (med.) forma acuta di ossessione per l'ukuele.
Siamo aperti a rettifiche o ulteriori aggiunte :-D
Adriano B
16:57 | | 1 Comments